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I fantastici risultati
delle nostre poste
In questi giorni (mese di ottobre anno duemila)
le nostre poste ci dicono che se spediamo una lettera oggi arriverà
a destinazione entro tre giorni nel ottanta percento dei casi circa.
I dati sono certificati dalla "Unipost Price Waterhouse",
un'altra società, la Ispo (istituto per gli studi sulla pubblica
opinione) ci dice che il 74 percento degli italiani trova il servizio
buono.
Ho controllato. Da casa mia una lettera arriva al paese confinante
in tre giorni esatti, nel cento percento dei casi (10 lettere inviate
e 10 lettere ricevute in tre giorni), per destinazioni più
lontane questo non è sempre vero.
Le poste ci dicono: "Siamo stati bravi, abbiamo migliorato
di molto il servizio".
Credo che il vero miglioramento sia dovuto ad un certo impegno e
bravura da parte di chi sta ai piani alti, vedono tremare le loro
poltrone, ma anche ad una netta diminuzione del flusso di carta
attraverso i servizi postali.
Internet ha messo in netta difficoltà un mezzo come la posta.
Le lettere commerciali via slow-mail, sono state quasi completamente
sostituite dai fax e dalla posta elettronica. La svolta epocale
non c'è ancora stata, manca ancora una buona diffusione della
firma elettronica ed una corretta informazione ai possibili fruitori
di questo servizio. Quindi, si riempie ancora un bel po' di carta
di inchiostro, si imbusta e spedisce, perché non possiamo
farne a meno. Quando si potrà usare l'e-mail in modo completo,
le poste potranno dire addio ai loro maggiori clienti, quelli che
ancora la useranno saranno veramente pochi.
Il miglioramento oltre che sull'affidabilità e velocità
dovrebbe orientarsi sui servizi. Le poste italiane hanno un servizio
su internet del tipo, "Vai sul sito delle poste, scrivi la
tua lettera, la indirizzi ad una persona fisica, le poste convertono
il tuo scritto in carta e lo mandano a casa del destinatario".
Iniziativa perdente in partenza. Ormai internet ha una buona diffusione,
in genere chi lo usa interagisce con persone che lo usano, quindi
una mail a questo punto è la cosa più immediata.
Un servizio fondamentale da migliorare è porre davanti agli
sportelli persone umane, magari se ti dicono anche buongiorno, ancora
meglio, non dover aspettare due ore e mezzo per pagare una bolletta,
o se hai qualche risparmio per ritirare le centomila lire. Semplificare
le procedure, per spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno
devi compilare ben due differenti cedolini. Qui si doveva investire
tempo e danaro, la slow-mail rimane sempre un mezzo affascinante,
renderlo sicuro e veloce era un dovere, ma si è investito
e migliorato solo nel comparto in calando, e quello fondamentale,
quello necessario per milioni di persone anziane, essendo necessario
si è lasciato così com'era, tanto quello nessuno ce
lo toglie.
Se ci fosse un difensore per le poste a questo punto direbbe: "Abbiamo
fatto notevoli progressi nel settore del risparmio". Si, voler
far diventare la posta una specie di banca, complica soltanto le
cose per i poveri utenti, in genere si trova personale poco competente,
ci sono le stesse persone di prima, spesso non esiste uno sportello
specifico, quindi i servizi sono mescolati, e tutti gli impiegati
fanno tutto, quello che ne risulta è una marmellata generale.
Care poste italiane, il vero miglioramento era fare poche cose,
ma farle veramente bene. Così, il caos permane.
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