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Dilaga la moda del falso online

Oggi su "Il Venerdi" di Repubblica Vittorio Zambardino si interroga su cosa può accadere quando vengono messi a disposizione di una persona malintenzionata strumenti potenti come calcolatori e internet, come manipolatori e veicoli di false informazioni. L'esempio è quello di Berlusconi con alle spalle lo slogan che dice "Cloro al Clero", o il campionamento della sua veloce che gli fanno dire sulle note dell'internazionale tutto il bene possibile del comunismo e tutto il male possibile sulla proprietà privata. Zambardino nella conclusione del suo articolo ci mette in guarda su tutti gli scoop, verbali fuggiti, rivelazioni importanti del prossimo futuro.
Sono totalmente daccordo con questo articolo, la possibilità di manipolare e creare false notizie si prospetta un incubo, ma non vedo la differenza con la realtà attuale.
Informazioni false. I mezzi di informazione riportano cose che sono solo lontanamente parenti della realtà, mettono in bocca a persone frasi che non hanno mai detto. Vedi l'ultimo caso di Don Di Noto e il suo telefono arcobaleno; ora chiuso. Spesso su interviste di ore estrapolano le frasi più comode e le assemblano, il risultato è che gli intervistati dicono quello che non volevano dire. La differenza con il campionamento della voce del cavaliere e la creazione di una nuova versione dell'internazionale mi sembra inesistente. Forse la vera differenza è che questo sarà a portata di tutti, ma un solo malintenzionato può far molti danni anche da solo.
Esistono falsi ancora più sottili che fanno scrivere a professori e a personaggi eccellenti cose che non pensano, in cambio di certe consulenze pagate dai contribuenti e spinte da certi partiti.
Quindi daccordo sul forte senso critico su quello che si legge e si vede, ma applicatelo anche a tutti i mezzi attuali, che ci sembrano così reali ma forse non lo sono.